La stirpe di Salewick

In una terra lontana esiste un arcipelago chiamato Salewick che vanta le origini di una stirpe di fate dal carattere alquanto particolare. Tutto ebbe inizio la notte dei tempi, in quel luogo, dove, nonostante il freddo delle zone circostanti, si viveva nel tepore e nell’armonia del sole. I suoi abitanti erano un popolo gioviale e allegro, erano noti per il calore e il sostentamento che sapevano dare ai viandanti in difficoltà. Salewick era indubbiamente un luogo prospero e accogliente, una sorta di piccolo Eden circondato dal freddo della .zona in cui era sito

L’arcipelago era sovrastato da una nuvola sulla quale era posto un castello che era la dimora di un mago il quale viveva consumato fra il bene e il male. Era pazzamente innamorato di una splendida fanciulla ed ella, con garbo e dolcezza, fuggiva le sue attenzioni lasciandogli qualche piccola speranza nel timore che potesse scatenare per vendetta i suoi poteri su lei e sui suoi cari. Il tempo trascorreva lento e sereno a Salewick, passavano i mesi e ancora gli anni e la fanciulla non accennava a decidersi di pronunziare quel fatidico si che l’avrebbe resa sposa del mago, così, il pretendente, ormai stanco e impaziente decise di rapirla e .farla sua con l’inganno

L’errore del mago fu quello di fidarsi del proprio servitore che immediatamente mise al corrente la fanciulla delle intenzioni del suo padrone. La giovane donna, spaventata e inorridita chiese l’aiuto degli abitanti dell’arcipelago che si prestarono immediatamente per agevolarle la fuga verso lidi lontani e tranquilli e così il mago, costretto a vivere in quel luogo da un incantesimo punitivo, non pote’ raggiungerla o cercarla e la perse .per sempre

L’ira del mago scatenò un violentissimo temporale che gli suggerì come punire gli abitanti di Salewick per aver aiutato la fanciulla nella fuga, lanciò così un potentissimo anatema: da quel giorno nell’arcipelago avrebbe regnato la tempesta, il cielo si sarebbe ricoperto di pesanti nubi scure e i lampi avrebbero illuminato il cielo senza mai far apparire un raggio di sole e gli abitanti del luogo sarebbero divenuti acidi, scaltri, nervosi, dispettosi, inospitali come quel cielo che li sovrastava. La .vendetta del mago era compiuta


L’unico a non essere coinvolto dal maleficio fu Athalor, il sacerdote che nell’attimo del sortilegio si trovava in raccoglimento nel tempio, il quale, richiamato dal fragore della tempesta e dalle urla spaventate del popolo corse fuori, apprendendo la triste notizia. Fece appena in tempo ad enunciare che un giorno il sole sarebbe tornato a splendere portato da qualcuno che avrebbe rotto l’incantesimo, quando dall’alto del suo castello, il mago, accorgendosi della sua presenza, lo folgorò con un lampo proprio in mezzo alla piazza del paese. Salewick cadde così nel turbinio della tempesta perenne, le generazioni che vennero in seguito non ebbero l’opportunità di vedere mai la luce del sole, fino al giorno in cui, in quella landa sperduta e ormai dimenticata dal mondo giunse una splendida dama che aveva .smarrito la via e la memoria


I suoi abiti erano ormai logori e dimessi anche se il portamento ed i suoi atteggiamenti mostravano origini nobili e di gran classe, ma nonostante la gentilezza e il garbo dei suoi modi di fare, la giovane dama non riuscì ad ottenere nessun aiuto, così, resasi conto della presenza di un alto picco, decise di salire lungo quel pendio per poter scorgere dall’alto, fra i lampi ed il cielo scuro se in lontananza vi fosse un luogo ove regnava il sole. Il mago, dall’alto della sua dimora, avvertì immediatamente la presenza della dama e con essa anche l’insolita forza benefica che sprigionava il suo essere, si mise in allarme ed ostacolò il cammino della viandante con ogni sorta di piccolo incantesimo, sino al punto di far crollare dinnanzi ai suoi piedi gli alberelli lungo il sentiero, ma nemmeno questo riuscì a fermarla .infine, stremata, giunse al picco


Il mago a quel punto sollevò le braccia verso il cielo invocando il potere del lampo, in quello stesso istante il cielo si squarciò e un fulmine colpì la dama sollevandola da terra e lasciandola sospesa per aria sospinta dall’energia. La logica porterebbe a pensare che un essere così aggraziato e delicato non fosse in grado di sostenere a lungo una situazione del genere, ma in essa vi era una forza possente che contrastava la scarica elettrica del fulmine al punto che l’energia che la colpiva si riversava in cielo allargando dalle nubi quel piccolo spazio ove il lampo si era fatta strada per colpirla


Fu così che in quell’istante, mentre ancora il fulmine la possedeva, il sole faceva capolino irradiando col suo raggio l’energia e da quell’evento naturale quasi improbabile nacque la forma astrale di una fata, la capostipite, appunto, della stipe di Salewick, mentre la dama, ormai stremata, cadeva a terra, ormai priva di vita. In quel preciso istante l’anatema si sciolse e il temporale cessò, le nubi si dissolsero in cielo e il sole tornò prepotente ad illuminare l’arcipelago. Gli abitanti, sbalorditi, uscirono dalle costruzioni ove avevano trovato riparo e sulle labbra di essi e nel loro animo .tornò a splendere la serenità


L’evento, raro ed esclusivo, rese quella fata un essere dal carattere particolare: dispettosa, diffidente, scaltra, vanitosa, seduttrice e convincente. Il raggio di sole gli conferì la nobiltà d’animo e il bisogno spassionato di far del bene al prossimo e rese tale ogni elemento della stirpe, generando in ogni suo componente dei conflitti interiori molto forti. La leggenda narra che quando piove ed il cielo è squarciato dai lampi, nelle fate della stirpe di Salewick si accentuino quei lati pessimi del carattere, addirittura al punto da non sopportare la dolcezza insita nelle altre fate, quelle gentili e romantiche… e che molte di loro, appunto durante i giorni di tempesta, siano capaci di piangere per ore senza saperne .spiegare il motivo

 

“…E fu il lampo la pioggia e il tuono. Le figlie della tempesta erano questo…e anche altro.
In principio furono Myluna e la figlia più giovane dei Mc Wipstaff, per prime ebbero l’ardire di capir se stesse e il fulmine. Grandi furono le tempeste che affrontarono insieme, come sorelle. Grandi furono i momenti di sconforto e insicurezza e altrettanto grande fu l’impresa… Esse compresero quel che altri non avevano l’ardire di pronunciare, accettarono la natura e con essa il potere e la conoscenza… Accettarono l’idea di essere figlie della tempesta…
E da Myluna, figlia della cupa notte, e da Kaisy, la più giovane della casata Mc wipstaff, discesero Caprice, Alehandro, Katluna e Anyuska. Tutti portavano e serbavano l’equilibrio nei loro cuori. Tutti erano perfetti. Essi si accorsero di questo: erano perfetti nella luce del fulmine e nel fragore del tuono, troppo perfetti. Ognuno di essi portava un carattere e una sfaccettatura di padre tuono e madre tempesta. Regnarono sui boschi e sulle nuvole, sui sulla polvere e sulla pioggia con grande splendore e magnificenza. Però, e c’è sempre un però in queste storie, nemmeno le fate sono immuni dall’invidia… presto sentimenti negativi iniziarono a sussurrare dolci menzogne nelle orecchie delle due matriarche, presto le notti furono insonni e colme di pensieri per Myluna e Kaisy. Presto la parola fu avvelenata e il pensiero reso acido dai mostri ...dell’invidia e della paura


Nacquero nuovi fratelli e nuove sorelle: in quel tempo la perfezione si stava allontanando e i cattivi sentimenti sporcavano tutto e lo facevano lentamente marcire, la corruzione di Salewick era ormai avviata e giorno dopo giorno tanto era più splendente la perfezione tanto più erano fragili le fondamenta che le reggevano… questo sino ad Arkadyy, la corruzione e il buio che il clan celava fatto a fata. Anzi, la NON fata… non portava segno della perfezione che un tempo faceva risplendere Salewick. La sua testa era una Zucca e i suoi occhi non erano di quel brillante blu che rendeva magnetici il parlare e l’aspetto delle figlie del tuono. Anzi erano bui buchi senza un fondo dove l’unica luce che li animavano era quella di un mozzicone di candela quasi esaurito. Grande fu lo stupore per la venuta di Arkadyy, quello che uomini feroci chiamavano Gremlin anziché fata, gremlin come i mostriciattoli delle terre del nord che rendono impossibile la vita ai poveri malcapitati che incontrano la loro strada. Egli era, per giunta, figlio di Caprice: colei considerata la più leggiadra tra le sorelle del .tuono
La corruzione era ormai innegabile e apocalittica.
I fratelli e le sorelle di Caprice non si davano pace e l’insicurezza ormai serpeggiava tra le schiene candide delle sorelle, molte lasciarono. Tempi cupi schiacciavano salewick ma ancora nulla a quel che doveva ...giungere


La follia iniziava a serpeggiare nella stamberga urlante, come ormai era definita, e il decadimento visibile a tutti. I lampi non erano più brillanti esempi della magnificenza ma espressioni tangibili della rabbia del Cielo stesso e simbolo della caduta dalla grazia delle fate. Proprio il cielo decise di punire le sue nipoti Disubbidienti e senza più fede… Si prese una delle due matriarche, Myluna, per sempre. La disperazione si diffuse e non più fulmine e non più pioggia scese senza che nell’eco del loro rumore si udissero i sibilanti pettegolezzi sulle figlie impertinenti della tempesta. Questo fu troppo per Kaisy, troppo per la sua sopportazione, troppo per la sua dignità. La notte della festa più amata dalle salewick, festa adombrata dalla ricorrenza della nascita di Arkadyy vera immagine del decadimento, l’ultima delle due matrone si tolse la vita…per sempre. Mentre il mostriciattolo scomparve
Sembrava la fine ma il destino rivelò di avere altri progetti per Salewick. E si sa, come in ogni grande storia, solo quando la notte è nera nera i primi bagliore dell’alba si fanno vedere tra i ...rami

Salewick era trasformata, non ...distrutta, diversa
Le sorelle non avevano mai smesso di nascere e ognuna di esse si dimostrava diversa e a suo modo brillante. Il caso volle che l’intera prima generazione era ancora in piedi e pronta a raccogliere il testimone. Caprice col dolore nell’animo per la perdita delle sorelle e del suo unico figlio, sorretta dalla sola rabbia che le corrodeva giorno dopo giorno l’animo, decise di raggruppare i sopravissuti. Grande fu il sostegno delle fate che avevano conosciuto la nascita di Salewick, Alehandro e Katluna divennero i suoi occhi e le sue braccia, giurandole eterna fede, Anyuska la portavoce del suo verbo che mai smise di narrare la bellezza e la potenza della Tempesta istruendo paziente le .piccole che giungevano
Tutto fu ricostruito e nuovi fulmini troneggiavano sul colle della tetra domus… Eppure…la nuova madre delle figlie del fulmine non trovava pace per la perdita del suo figlio vero, originale… di Arkadyy rimaneva appena qualche foglia secca qua e là… col velo nero Caprice si abituò all’idea di aver perso quel figlio tanto amato quanto controverso…simbolo della .diversità…della non perfezione
Il cerchio si chiuse attorno a quei puri discendenti del tuono. Caprice, Alehandro, Katluna, ed Anyuska che iniziavano a guardare però in maniera diversa il mondo, portavano sulle loro membra il carico di ricordi dolorosi ma tanta era la voglia di veder rinascere la tempesta…forse non più come essi l’avevano conosciuta, ma almeno di goder di ogni singolo elemento da cui .essa è composta

Grande fu lo stupore quando Arkadyy ricomparve ai cancelli del castello, non era stato distrutto dalla punizione divina e spazzato via dalla tempesta. Si mostrò nella forma più incredibile per lui, aveva imparato a padroneggiare la forma umana come si addice ad una fata e l’aveva imparato da solo nel peregrinare attraverso le colline. Tanti si accalcarono a guardare e tutti non riuscirono a non commentare la sorpresa. Il gremlin era riuscito a nella sua ...imperfezione a imparare
Solo adesso una nuova famiglia era pronta a nascere… Si perché mentre gli antichi portavano ancora la perfezione dentro di sé, i giovani e le giovani si erano modificati, cambiati. Essi serbavano solo un colore nel loro animo, una speme di perfezione che ancora doveva concretizzarsi… il lampo, il tuono e la pioggia si incarnavano in ognuno di essi separatamente creando linee nella linfa che solo gli equilibrati, o anziani, potevano vedere…essi avrebbero imparato a essere figli della tempesta e ci sarebbero riusciti solo attraverso la loro unione e la voglia di lottare assieme…questa era la loro forza
Dunque questa è la storia di Salewick la tempestosa…sei libero "...di credermi o meno

Trascritto da Seamus il rosso
Scriba dei maghi di Sheraph
Bestiario della corte di Azuron VI
Fedele amico delle Fate della .Tempesta