11 Giu 13:51
lilhit
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[[*DOMUS DELLA TEMPESTA § PREMONIZIONI
MINIATE *]]
*Ammantata et felina figura avanza nella
bacheca, lesta mancina come pesante timbro lascia la pergamena come segno
indelebile tra le tante che stazionano nella bacheca. Rilegge ciò che ha
vergato umettandosi le labbra al solo ricordo della sua esperienza*
Che il Tuono vi Folgori…..
Fatti strani colpiscono la Domus della mia amatissima stirpe,tra le
danzatrici della Tempesta che sono state trascinate in strani avvenimenti vi
sono anch’io.
Difatti quest’oggi, mentre stazionavo nella grande biblioteca del Castello,
qualcosa di anormale mi ha distratta da delle pergamene per me tanto
importanti; illuminata da una dozzina di candele blu incastonate su di un
grande candelabro mi accingevo a scribacchiare sul pesante libro sul quale
riporto i miei studi su piante e veleni, le pesanti tende tirate evitavano
che fossi disturbata dai raggi solari che tanto mi infastidiscono, nessun
filo d’aria circolava nella grande sala le fiamme erano statiche e calde
tanto che decisi di prendermi un pausa.
Mi alzai dalla grande scrivania,una delle tante che si trovano nella
maestosa sala, tanto alta era la temperatura che aprii la finestra per
affacciarmi e godere di qualche momento tranquillo per riorganizzare
mentalmente il mio lavoro, con mia grande delusione non un alito di vento
tirava questo pomeriggio ed anzi, il tanto odiato sole pareva godere a
bruciarmi la pelle.
Rassegnata mi allontanai dalla finestra chiudendola, uscii dalla cortina di
tende tornando alla penombra della sala, mi stropicciai gli occhi non
essendo più abituata alla poca luce nel loco mentre mi avvicinavo ad uno
degli ampi scaffali colmi di voluminosi tomi;continuai a movere passi
smettendo di martoriarmi la vista appena un tonfo dietro le mie spalle mi
fece sobbalzare, mi voltai notando uno dei libri a terra aperto a metà,una
delle pagine in vista era miniata, una nube nera sotto la quale spiccava
quello che sembrava un Tuono, troneggiava su una massa di persone impaurite
che cercavano di nascondersi tra gli alberi.
Accarezzai con l’indice il disegno, ero tornata vicino alla luce delle
candele e studiavo l’immagine sorridendo con genuino gaudio nel vedere la
mia essenza così rappresentata, sennonché mentre lo posavo sulla scrivania
il Tomo improvvisamente si chiuse pestandomi tra le numerose pagine le dita.
Ci misi più di un secondo a liberarmi la mancina mentre altri tonfi dietro
le mie spalle si facevano sempre più frequenti, mi allontanai dallo
scrittoio lasciandovi il Volume aperto sopra e mi avvicinai velocemente al
centro della stanza portando con me il candelabro, a terra alcune pagine
strappate cadevano dal soffitto sulla mia testa circondando le mie membra.
Rimasi sbalordita alzando lo sguardo, quegli enormi libri volteggiavano
all’unisono trascinati in una sorta di danza aggraziata, cadenzata dal ritmo
incessante di decine di pesanti volumi che ancora cadevano con un tonfo
sordo sul pavimento,puntavano poi in picchiata verso di me,ero convinta che
volessero colpirmi. Felina mi abbassai per evitare gli urti, erano troppo
veloci per permettermi di tornare alle mie vere spoglie; cera rovente
schizzò a terra e colò sulle mie mani, riuscì solo a farmi aumentare la
stretta visto che con la quantità di oggetti infiammabili tutto avrebbe
potuto prendere fuoco,decisi quindi di spegnerle, la mia mente era
fermamente vivida, dovevo andar via. Movendomi nel buio andai a tentoni
verso la porta e mentre cercavo d’aprirla sentii dietro le spalle una
ventata d’aria, la finestra si era spalancata, le tende si erano aperte,i
bagliori solari illuminarono una parte della stanza mentre cercavo di
rannicchiarmi per evitare quello che credevo che fosse il colpo di un libro.
Aprii gli occhi, vidi il libro dalla pagina miniata aperto, lo osservavo
levitare cadendo poi davanti ai miei piedi nudi, ora però l’immagine era
rovinata, bruciata, girai il foglio.
«...la fuga degli indegni».
Queste le parole ivi scritte, un marchio a fuoco che però non avevano
alterato del tutto il disegno, distinguibile era ancora il Tuono e le nubi,
la maschera di paura ancora posata sul volto di uno degli uomini
distinguibile tra le fronde di alcuni cespugli.
Mi guardai attorno, i Tomi erano al loro posto, il pavimento pulito, tutto
pareva perfetto come sempre e come si addice alla nostra casa, tornai alla
scrivania devastata e confusa, per un attimo pensai addirittura di essere
pazza, ma rilassando le mie membra sulla poltrona posai gli occhi tra le
scartoffie trovando altri due fogli.
Giovani e belle fanciulle travolte da nubi e vento, l’espressione beata come
se fossero felici, vesti a lutto le cingevano le membra mentre un uomo in
lontananza le osserva, la bocca aperta, par cantare. Come sulla prima, anche
in questa una scritta a fuoco era impressa sul retro.
*Danzate figlie e non vi curate…*
Due fanciulle dal volto superbo e beato rilassate tra gli incessanti
supplizi che la tempesta fa subire agli umani e agli stolti imperfetti.
*..volteggiate aggraziate mentre guadate..*Questa l’ultima illustrazione.
Ultimo sguardo posa sulle parole per controllare che tutto sia stato
vergato,scintillante lo sguardo nel rileggere l’ultima parte, ma
insoddisfatta prende la penna dalla sacca e la intinge nella boccetta di
inchiostro che porta sempre dietro
Danziamo sorelle e non curiamoci, volteggiamo aggraziate guadando la fuga
degli stolti, sanno che periranno ma riusciranno a scomparire senza essere
travolti dai nostri passi?
[[*Lilhit*]]
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